Il restaurato organo di San Magno: un dono alla comunità

Il restaurato organo di San Magno: un dono alla comunità

Il maestoso strumento travalica i secoli e torna a donarci la sua voce

La mattina di venerdì 14 novembre, la Basilica di San Magno ha accolto trionfalmente il ritorno dell’organo che, silente dal lontano 1984, ha ritrovato la voce grazie al sapiente intervento degli organari Mascioni. La premiata fabbrica varesina ha lavorato sapientemente, sulle tracce di chi l’ha preceduta: dall’opera Antegnati del 1542 alla bottega legnanese dei Carrera, nel 1842. Dall’intervento di Luigi Bernasconi nel 1903 al rifacimento integrale di Giorgio Maroni nei primi anni Venti del secolo scorso, che riutilizzò comunque materiale fonico antico adattandolo alla nuova cassa costruita contemporaneamente all’organo.

Come ha evidenziato Andrea Mascioni, “Siamo orgogliosi di aver lavorato a questo restauro, restituendo a Legnano uno strumento che porta in sé tutti i segni dei suoi trascorsi, che suonerà per noi per almeno altri cent’anni”.

Ma il primo intervento è stato proprio quello dell’organo: alla tastiera Barbara Berlusconi ha regalato ai presenti un solenne Christus Vincit.

Monsignor Angelo Cairati ha ringraziato tutti coloro che hanno sostenuto quest’opera, a partire dalla famiglia Sironi che l’ha finanziata in onore dei centocinquant’anni della propria attività. Sottolineandole l’aspetto liturgico e culturale, l’ha definito “Bene prezioso per tutta la città” concedendosi la battuta nell’immaginarlo “Museo quando non ci saranno più fedeli”.

A nome della famiglia hanno parlato Gianmarco Sironi, elencando le tappe del lungo cammino che ci ha portati sin qui, e il padre Alessandro, troppo commosso per andare al di là dell’esprimere l’emozione provata al raggiungimento della meta.

La proiezione del video curato da Giancarlo De Angelis, coi testi di Alessio Francesco Palmieri Marinoni, ha illustrato le varie fasi del restauro, dallo smontaggio al trasporto in laboratorio, dal rientro in Basilica alle prove di suono.

Lo stesso Marinoni ha ripercorso le tappe fondamentali che hanno visto l’antico strumento testimone di artisti del calibro di Luini e Lanino, ma anche dei “nostri” Lampugnani.

L’assessore alla Cultura, Guido Bragato, ha rimarcato quanto sia stato impegnativo ridare voce al rinnovato organo, che ora testimonia la propria imponenza nel donarsi alla comunità.

Marinoni ha curato anche la mostra, in Sala Stemmi a Palazzo Malinverni, motivandola con la necessità “Di comprendere cosa sia questo oggetto, la sua funzione, il contesto in cui ha vissuto per cinque secoli. Non lo sentivamo più dal 1984, è bene dunque approfondirne gli aspetti, le curiosità” le doti che gli permettono di essere, citando Victor Hugo “Il magico polmone che riempie la cattedrale”.

Esposti vediamo i pannelli che illustrano le fasi del ripristino, insieme ai pezzi sostituiti, di fronte ai quali vien da pensare a quanto succede oggi. Infatti, pur sapendo che, grazie all’elettronica, ogni suono può essere agevolmente ricreato, le moderne tastiere non ci daranno mai il senso di chi ha lavorato a quella vecchia consolle, alle ormai bucherellate canne, alle sue pedaliere, ai registri, all’aria che nel tempo ha saputo creare armonie.

Fabio Poretti, direttore delle Scuole di musica Niccolò Paganini, ha concluso la prima parte affermando che “Ora lo strumento deve vivere, cominciando dal concerto del 27 settembre con Barbara Berlusconi e il Coro Jubilate, che vedrà ospiti un tenore della Scala, il maestro Benelli del Duomo di Milano e la violinista Daniela Zanoletti.”

Un patrimonio che deve essere reso noto a partire dai più giovani “Per questo offriremo agli studenti di ogni ordine di scuola cittadina delle visite guidate che oltre a narrare le vicissitudini dello strumento, sapranno collocarne le varie fasi nel contesto storico relativo”.

Taglio dl nastro ufficiale a Palazzo Malinverni e brindisi conviviale offerto dalla famiglia Sironi, giustamente orgogliosa di questo regalo a San Magno e a Legnano.

Tutte le informazioni, i programmi e gli aggiornamenti sul sito dedicato.

Fotografie di Sergio Banfi