Ad aprire il percorso il 17 aprile alle 21, sarà il M° Alessio Corti, organista titolare a Milano e docente alla Haute École de Musique de Genève. Tutto il programma.
Dopo averci emozionati nei concerti inaugurali prima di Natale, l’organo restaurato Mascioni-Antegnati torna a suonare nella prima Prima Rassegna Organistica S. Magno. Dal 17 aprile al 31 ottobre 2026 la Basilica di San Magno ospita un ciclo di concerti che celebra la tradizione organistica con artisti di alto profilo e ingresso libero fino a esaurimento posti.
L’antico organo Antegnati del 1542, riportato al suo splendore grazie a una meticolosa opera di restauro a cura dell’azienda Mascioni Organi, è stato così il vero protagonista della serata, resa possibile dalla collaborazione tra la Parrocchia di San Magno, la Gioielleria Sironi — che per i suoi 150 anni ha voluto offrire un dono prezioso alla città — e la CEI, che ha sostenuto il progetto attraverso l’8×1000.
In apertura monsignore Angelo Cairati ha espresso profonda gratitudine verso tutti coloro che hanno contribuito al progetto condiviso che ha permesso di restituire allo strumento il suo ruolo nella vita liturgica e culturale della comunità. In segno di riconoscenza ha omaggiato con un’icona bizantina Mariarita Sironi, «defilata, ma sempre presente» nel sostenere il percorso che ha portato al restauro.
«Voi di gioielli ve ne intendete – ha detto il sindaco Lorenzo Radice rivolgendosi alla famiglia Sironi – ma questo è un gioiello che regalate alla città, e per questo non si può che dire grazie».
Gianmarco Sironi ha a sua volta ringraziato tutti coloro che lo hanno accompagnato in questo percorso: «A nome di tutti desidero ringraziare chi ha avuto l’idea “folle” di restaurare l’organo e l’ha portata avanti a ogni costo: grazie papà».
IL CONCERTO
La serata musicale, organizzata in collaborazione con la scuola di Musica Paganini, è stata aperta dall’organista Emanuele Vianelli, figura di spicco del panorama organistico europeo e organista titolare del Duomo di Milano, che ha restituito all’Antegnati la sua luminosa dignità. Tra le pagine scelte, il celebre Carillon de Westminster di Vierne — nato da una trascrizione inconsapevolmente “imperfetta” dei rintocchi del Big Ben — il poetico Colloquio con le rondini di Marco Enrico Bossi, meditazione sulla leggerezza spirituale, e la pastorale Dies est laetitiae di Yon, ispirata a un antico canto natalizio medievale.
È seguito il Coro Bach, preparato dalla maestra Barbara Berlusconi e accompagnato all’organo da Leonardo Sartori, con un repertorio che ha attraversato secoli di musica sacra, aperto dal celebre Veni Veni Emmanuel, intriso di atmosfere arcaiche e contemplative.
Un momento di grande raffinatezza cameristica è stato offerto dal dialogo tra il violino di Daniela Zanoletti e l’organo di Vianelli: dalla Meditation op. 32 di Glazunov, intima e malinconica, al rarissimo Concerto in Re minore RV 541 di Vivaldi, in cui violino e organo si inseguono in un gioco barocco di straordinaria brillantezza.
Il testimone è poi passato ancora all’organo, questa volta nelle mani della maestra Barbara Berlusconi, interprete capace di coniugare rigore stilistico e personalità poetica. La sua esecuzione ha spaziato dalla celebre Toccata e Fuga in Re minore BWV 565 attribuita a Bach, al Preludio e fuga op. 37 n. 2 di Mendelssohn — ponte naturale tra classicismo e romanticismo — fino alle variazioni sul Christus Vincit di Denis Bédard, brillante prova delle potenzialità timbriche dell’organo restaurato.
Una parentesi lirica di grande intensità è stata offerta dal tenore del Teatro alla Scala Ramtin Ghazavi, accompagnato da Berlusconi, con due pagine amatissime del repertorio sacro: il Panis Angelicus di Franck e l’Ave Maria di Schubert.
A concludere la celebrazione musicale è stato il Coro Jubilate, guidato dal maestro Paolo Alli e accompagnato all’organo da Gigi Costantino. Dalla purezza rinascimentale del Gloria della Missa Brevis di Palestrina alla spiritualità nordica dell’Ave Maris Stella di Grieg, fino all’intensità drammatica di A Woman Caught in Adultery di Sebastian Modarelli, il percorso si è chiuso con la dolcissima preghiera bachiana Ach Herr, lass dein lieb Engelein dalla Passione secondo Giovanni: un commiato di struggente serenità.
Un grande mosaico in cui tradizioni, epoche e stili diversi si sono riunite attorno a un unico elemento centrale: l’organo Antegnati. Grazie al restauro della ditta Mascioni e al contributo generoso e appassionato di tutti gli interpreti, la serata è diventata non solo un’esecuzione musicale, ma una celebrazione della memoria, dell’arte e della continuità della bellezza; il suono ritrovato di uno strumento storico che è tornato a parlare, e con esso sono tornate a parlare anche le storie, le mani e le voci che negli anni lo hanno custodito. Un patrimonio che oggi, finalmente, è rinato.





Articolo tratto da Legnanonews
https://www.legnanonews.com/aree-geografiche/legnano/2026/03/11/sette-mesi-di-concerti-a-legnano-con-la-prima-rassegna-organistica-s-magno/1418350/

