L’organo della basilica di San Magno a Legnano ritrova la “voce” di 5 secoli fa

L’organo della basilica di San Magno a Legnano ritrova la “voce” di 5 secoli fa

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La più antica “voce” di Legnano ha ritrovato fiato, suono, musicalità. È stata presentata oggi, venerdì 14 novembre, la fine dei lavori di restauro, durati un anno, dell’organo della basilica di San Magno (nella foto sotto il titolo), strumento realizzato nel 1542 da Giovanni Giacomo Antegnati e testimone di secoli di musica, arte e devozione in città. Il restauro, ad opera di Mascioni Organi di Azzio, è stato promosso dalla Parrocchia, con il contributo della Conferenza episcopale italiana attraverso l’otto per mille, e dalla Gioielleria Sironi (erano presenti Alessandro e il figlio Gianmarco) che ha celebrato così i 150 anni di presenza a Legnano.

A Palazzo Malinverni la mostra sul restauro

Come ha spiegato il restauratore Andrea Mascioni «si è trattato di una operazione molto complessa, che ha dovuto rimettere in funzione alcune canne originali, estremamente usurate, restaurandole ad una ad una e aggiungerne di nuove prodotte da noi. Ora lo strumento è a posto per i prossimi 100 anni». Per dare un’idea della complessità dei lavori, basti dire che tutto quello che si trovava nella cantoria (l’opera novecentesca dov’è collocato lo storico organo) è stato smontato e portato in laboratorio ad Azzio: non solo le quasi duemila canne, ma anche il motore, mantici e tastiere.

Un lavoro che Giancarlo De Angeli ha documentato in un video proiettato a ciclo continuo nella mostra (nella foto sopra) che sarà aperta da domani al 6 gennaio 2026 nella Sala degli Stemmi di Palazzo Malinverni: un percorso espositivo anch’esso promosso dalla Gioielleria Sironi e dalla Parrocchia e curato da Alessio Francesco Palmieri Marinoni (orari: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00, chiuso a Natale, Santo Stefano e Capodanno; da lunedì a sabato dalle 10.00 alle 12.30 e il sabato e la domenica dalle 15.00 alle 16.30 sarà inoltre possibile partecipare alle visite guidate rivolte anche alle scuole del territorio e organizzate in collaborazione con le Scuole di Musica Paganini, a cura dell’organista Barbara Berlusconi).

Mons. Cairati: «Patrimonio liturgico e culturale»

Il risultato del completo restauro è un suono pieno, potente, capace di far vibrare l’alta volta della cupola della basilica come le corde del cuore, e non solo di chi, in questo luogo sacro, ha vissuto alcune tappe fondamentali della propria vita come il battesimo, il matrimonio o l’ultimo saluto a una persona cara. È lo stesso suono, giurano i promotori, che l’organo aveva quando fu costruito. Viene così riconsegnato alla città un patrimonio di inestimabile valore che, come sottolineato da monsignor Angelo Cairati, prevosto di Legnano (sopra, con Luca Vezzaro), «avrà una duplice valenza: un aspetto liturgico legato alle cerimonie nella basilica e un aspetto culturale, con i concerti che vi si potranno tenere». A cominciare da quello inaugurale del 27 novembre, con posti già tutti esauriti.

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